Abbracciata dal mare, baciata dal sole, accarezzata continuamente dai venti, la Puglia è una distesa di verde, un giardino mediterraneo. In un documentario trasmesso l’11 novembre 1967 dalla Rai (Piatti tipici pugliesi - Sapori di Puglia, Linea contro linea, a cura di Giulio Macchi), Vittorio Fiore, giornalista, figlio di Tommaso Fiore, mostra come era la campagna e la cucina pugliese: «La cucina pugliese è fatta di semplicità e di fantasia, come umile e fantasioso è il popolo di questa terra. Orzaioli, verdurieri, terrazzani, cioè i contadini di Puglia; un popolo di formiche ha trasformato una terra di pietra e una terra senza acqua in giardino»(1).
E questo giardino continua a verdeggiare con circa 2.200 piante superiori, circa il 40% delle specie vegetali nazionali, e tante varietà coltivate dai nostri giardinieri, gli agricoltori di Puglia.
Il motivo di un così ampio patrimonio di agrobiodiversità in Puglia è da ricercare, oltre che nel lavoro incessante degli agricoltori, nella sua posizione geografica e nella sua storia, nel corso della quale si sono succedute dominazioni e popoli, spesso depositari di lontane civiltà agricole. Così, rifacendomi a quanto emerge dal lavoro di ricerca promosso dalla Regione Puglia e condotto dal progetto BiodiverSO (oggi BiodiverSO Karpos e BiodiverSO Veg per studiare, rispettivamente, le Specie Orticole da frutto e quelle di cui non si utilizzano i frutti), tra le oltre 240 varietà locali coltivate in Puglia, emergono la ‘Carota di Polignano’, con radici di diverse tonalità di giallo, arancione e viola nello stesso appezzamento (la carota è originaria dell’Asia orientale e le prime carote non erano arancioni, piuttosto anche nere), i meloni immaturi (‘Caroselli’ e ‘Barattieri’ con tante forme, dimensioni e colori), che si consumano alla stessa stregua del cetriolo, le varietà precoci (ma anche tardive) di carciofo, i pomodori da appendere, le cime di rapa, le cicorie, ecc.
La Puglia rappresenta un centro primario o secondario di diverse specie orticole dove gli agricoltori hanno saputo selezionare varietà capaci di dare prodotti di colore e sapore diversi (carote, melanzane nere, viola ma anche bianche, cipolle rosse o bianche, cicorie bianche o rosse, ecc.) e di evitare l’abbraccio pericoloso del mare, di resistere alla forza dei venti e di sopportare il caldo siccitoso.
(1)«E dovunque muri e muretti, non dieci, non venti, ma più, molti di più, allineati sui fianchi di ogni rilievo, orizzontalmente, a distanza anche di pochi metri, per contenere il terreno, per raccoglierne e reggerne un po' tra tanto calcare. Mi chiederai come ha fatto tanta gente a scavare ed allineare tanta pietra. Io penso che la cosa avrebbe spaventato un popolo di giganti. Questa è la Murgia più aspra e sassosa; […] non ci voleva meno che la laboriosità d'un popolo di formiche» - dal libro "Un popolo di formiche" di Tommaso Fiore (Altamura, 7 marzo 1884 – Bari, 4 giugno 1973), vincitore del Premio Viareggio.
Contributo pubblicato nella XIII edizione 2025 dell'Almanacco Settimanale dei Progetti Sostenibili di GreenPlanner dedicato alla biodiversità con il titolo “La biodiversità pugliese va in tavola”.
Share this page