Questa è l'introduzione che ho scritto per il Nuovo Almanacco BiodiverSO (edizione 2026)
Biodiverso non è un aggettivo qualificativo ma probabilmente lo diventerà.
BiodiverSO è l’acronimo del progetto “Biodiversità delle Specie Orticole della Puglia”, che proposi e fu adottato nel 2012 quando presentammo alla Regione la nostra (prima) proposta di progetto di ricerca, nell’ambito del PSR 2007-2013, finalizzata alla riduzione del tasso di estinzione delle varietà locali. Ma quello era solo l’incipit di un Progetto che ho diretto in tre atti, come in una grande opera cinematografica. Il primo atto, dalla fine del 2013 al 2015, guardava soprattutto al passato; il secondo, completato nel 2018, ha sviluppato l’idea iniziale e ha dimostrato le potenzialità delle numerose varietà locali recuperate, caratterizzate e conservate. Il terzo atto, col PSR 2014-2020, ha puntato alla valorizzazione delle varietà locali e ha visto come protagoniste due ideazioni: BiodiverSO Karpos, per le specie orticole coltivate per la produzione di frutti, e BiodiverSO Veg, per le specie orticole di cui si consumano parti differenti dai frutti. Ora portiamo a conclusione il terzo atto con questa seconda edizione del Nuovo Almanacco BiodiverSO, che sintetizza e porta su carta l’intera opera di tutti questi anni.
È stato un lavoro importante e gratificante, per noi e per la biodiversità delle specie orticole della Puglia. E quindi per le aziende che, con noi, hanno mantenuto e valorizzato numerose varietà locali di ortaggi.
Prima di BiodiverSO pochi conoscevano la Carota di Polignano, il Cavolo riccio, i Mùgnuli, la Melanzana violetta di Ostuni, per citare solo quattro varietà che abbiamo recuperato, caratterizzato, conservato e valorizzato. Tanto da poterle trovare oggi anche sui mercati del Nord e in ristoranti stellati…
Ora i progetti BiodiverSO terminano. E il modo migliore per concluderli è questo: offrirvi una seconda edizione del Nuovo Almanacco BiodiverSO: 293 varietà locali (o candidate tali) che abbiamo trovato, accudito (dalla semina alla raccolta), studiato e conservato. Un lavoro imponente, che ha coinvolto migliaia (sì, migliaia) di persone, ricercatori, tecnici e amministrativi, collaboratori a vario titolo, agricoltori custodi, appassionati e comuni cittadini pugliesi che ci hanno aiutato a realizzare un sogno che temevamo rimanesse tale.
Pensate, la prima edizione dell’Almanacco BiodiverSO (2015) conteneva 122 varietà, il Nuovo Almanacco BiodiverSO (2018) 240, questo 293!
Abbiamo recuperato risorse genetiche, documenti, tradizioni, storie e, ancora di più, la consapevolezza di vivere in una regione ricca di agrobiodiversità; una regione, la Puglia, che non può vivere solo di… ricordi.
La biodiversità è ricchezza, bellezza e resilienza. Ricchezza di conoscenze, esperienze e geni; bellezza forme e di colori (il Carciofo nero di Ostuni, la Melanzana bianca di Francavilla fontana, la Cicoria rossa di Martina Franca, le carote colorate: incredibili!); resilienza per vincere le sfide (e le minacce) del presente e del futuro.
Tra le più ampie espressioni di biodiversità agricola, le protagoniste di questo volume, le varietà locali, sono definite dal Gruppo di lavoro per la Biodiversità in Agricoltura (GIBA) come «popolazioni soggette, nello stesso modo delle popolazioni naturali, all’azione combinata di mutazioni, ricombinazioni, fenomeni di migrazione e deriva genetica, selezione». Esse sono però popolazioni bilanciate, in equilibrio con l’ambiente e con i patogeni, geneticamente dinamiche, ma anche soggette a diversi gradi di selezione attuata dagli agricoltori. Le leggi regionali sulla biodiversità attualmente in vigore indicano in cinquanta anni il tempo minimo di presenza sul territorio di una risorsa genetica, perché essa possa essere considerata locale (“autoctona”). Per alcune popolazioni che abbiamo studiato siamo in grado di dimostrare con documenti e testimonianze orali dirette che si tratta di risorse genetiche (“varietà locali”) presenti sul territorio di riferimento da almeno una generazione. In altri casi però, non avendo trovato documenti storici o ulteriori testimonianze a supporto delle informazioni acquisite sul campo, abbiamo preferito considerare la risorsa genetica come una “candidata” varietà locale, senza nulla togliere al suo valore intrinseco.
Questo Almanacco contiene: 166 varietà locali e 127 genotipi che contiamo di confermare come varietà locali. Molte di queste varietà di ortaggi pugliesi – per l’esattezza 37 – grazie a BiodiverSO sono state registrate nell’Anagrafe nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare, istituita con la Legge 194/2015 e avente come obiettivo la tutela e la valorizzazione delle risorse genetiche a rischio di estinzione. Inoltre, nel corso di questi tredici anni di attività, abbiamo contribuito a registrare oltre cento Prodotti Agroalimentari Tradizionali pugliesi, lavoro che ha permesso alla nostra regione di diventare la quarta in Italia per numero di tradizioni in tavola riconosciute.
(continua)
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