La specie di cappero maggiormente diffusa a livello spontaneo è Capparis spinosa L.; nell'ambito del progetto BiodiverSO Veg abbiamo recuperato e conservato presso il laboratorio di Micropropagazione e Microscopia del Dipartimento di Scienze del Suolo, della Pianta e degli Alimenti (Di.S.S.P.A.) dell'Università degli Studi di Bari, accessioni di cappero rinvenute sul territorio.

Interessante è stata l’ottima risposta alla moltiplicazione agamica, finalizzata alla conservazione del germoplasma mediante tecnica della micropropagazione applicata. Come materiale di partenza sono state scelte talee binodali non lignificate di piante madri di 'Cappero di Ostuni', appartenenti a due fenotipi distinti, uno a pigmentazione rosso-violacea e l’altro verde, dai quali sono stati prelevati apici gemmari. 

A seguito di sterilizzazione e successivi risciacqui in acqua sterile, gli apici gemmari sono stati messi in coltura su substrato nutritivo agarizzato, arricchito con saccarosio e posti in opportune condizioni di temperatura e fotoperiodo in camera di crescita per indurre lo sviluppo in altezza e la successiva moltiplicazione. Già dopo poche settimane i germogli hanno dimostrato un sorprendente adattamento alle condizioni di vitro non solo in termini di allungamento, ma anche di moltiplicazione esponenziale, confermando come la tecnica della micropropagazione possa rappresentare una valida opportunità per propagare in vitro il germoplasma autoctono ai fini della sua conservazione. 

Azioni

INT. RGV3

Specie

Cappero