Il gruppo di ricerca di Orticoltura del Di.S.S.P.A (ex-DISAAT) è attualmente impegnato, tra le altre cose, nella seconda prova di confronto tra quattro varietà locali di cavolfiore (Brassica oleracea L. var. botrytis L.) e una commerciale ibrida 'Emeraude'. Le varietà locali sono nello specifico: 'Agostana', 'Settembrina', 'San Martino' e 'Cima di cola' (ora ufficialmente registrata come Varietà da conservazione). Dalle foto fatte durante i rilievi è lampante una delle tante differenze morfologiche di quest'ultima rispetto a tutte le altre: si presenta più spugnosa e talvolta con colorazioni più antocianiche (violette). La pezzatura e il peso sono tendenzialmente inferiori rispetto alle "colleghe" locali, infatti le varietà 'Agostana' e 'Settembrina' ci hanno regalato diverse "teste" che superavano i 1.500 g.

Tra i parametri valutati ci sono anche la "durezza" misurata con penetrometro digitale, strumento concepito per fornire dati sulla consistenza del corimbo una volta giunto a maturazione commerciale. Esso infatti deve presentarsi tenace e compatto e i dati di maggiore compattezza sono stati rilevati proprio nella varietà commerciale , non a sorpresa, dato che le varietà ibride sono pensate proprio per rispecchiare il più possibile tutte le attese della grande distribuzione (ma anche per presentarsi al meglio per più tempo possibile). 

Il punto del confronto che si sta portando avanti (anche dal punto di vista organolettico) non è individuare il prodotto migliore o peggiore, ma confrontare e dare la possibilità a chi consuma di sapere che differenze ci sono tra le varietà e poter scegliere consapevolmente. In foto, le quattro varietà locali insieme e a parte due "teste" di ibrido di diversa pezzatura, infine un corimbo 'Emeraude' sulla bilancia.