Il cavolo riccio (Brassica oleracea L. var. acephala), localmente conosciuto nel dialetto locale come Cole rizze (o Cole rizze, Cul rezz, Colerìzze, Càvele rizze), continua ad essere oggetto di studio e interesse nell'ambito del progetto BiodiverSO Veg. Questa coltura, tipica dell'areale barese, è apprezzata dagli agricoltori per rusticità e versatilità, dai consumatori locali per il profumo intenso ma delicato di brassicacea. 

La pianta è caratterizzata da portamento eretto e foglie con lamina variamente incisa. A seguito del recupero di conoscenze locali e testimonianze storiche e con la caratterizzazione morfo-fisiologica e agronomica, il cavolo riccio è stato riconosciuto come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) pugliese, e iscritto nel Registro Regionale (L.R. 39/2013) e nell'Anagrafe Nazionale della biodiversità di interesse agricolo e alimentare (L. 194/2015). 

Giovani foglie, cima e cime secondarie vengono consumate previa cottura. Il processo di valorizzazione sta proseguendo con prove di cottura e analisi per determinare l'influenza di diversi tipi e modalità di cottura sulla qualità organolettica e nutrizionale del prodotto. Inoltre, data la versatilità della coltura, approfondimenti agronomici sono in atto per valutare l'estensione del ciclo colturale con l'avvio a febbraio 2026 di un ciclo colturale tardivo (periodo primaverile) a partire da semina diretta in campo e rilievi di crescita e sviluppo. Questa indagine preliminare sull'adattamento della coltura a condizioni più calde rispetto al tradizionale ciclo biologico darà un indizio circa la possibilità di valorizzare questa coltura in strategie di resilienza al cambiamento climatico.